11 SETTEMBRE, 14 NOVEMBRE, 20 ANNI FA …

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Dopo gli eventi di Parigi del 14 Novembre 2015, che ho seguito in diretta, con la pelle d’oca, ho provato quel senso di sospensione  e fredda lucidità e allerta che altre volte nella mia vita ho provato.

Il giorno dopo ho fatto girare  su WhatsApp, come tanti altri, il messaggio che segue:

“Ricevo e trasmetto: Avviso per tutte le nazioni, etnie e religioni diverse: questa sera, alle h. 22, accendiamo una candela su tutte le finestre delle abitazioni come solidarietà per il popolo francese … e condanna per il massacro avvenuto!

Siamo tutti fratelli! Ovunque lo spirito di vita … e non bagliori di morte! Passaparola … “

E ho acceso una candela la sera … con quel senso di calore e bisogno di condivisione con una umanità vera.

Ho poi seguito l’evoluzione folle di commenti e la incredula percezione di urgenza dei diversi governi e la scarsa decisione nel prendere una posizione chiara. Un FARE legato non a una condanna morale ma a un FARE indotto.

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Oggi poi mi è stata inviata la seguente bufala:

AUSTRALIA DÀ LEZIONI DI CIVILTÀ A TUTTO L’OCCIDENTE!

Ai Musulmani che vogliono vivere secondo le Legge della Sharia Islamica, recentemente è stato detto di lasciare l’Australia, questo allo scopo di prevenire ed evitare eventuali attacchi terroristici.

Il primo ministro John Howard ha scioccato alcuni musulmani australiani dichiarando: gli immigrati non australiani devono adattarsi! “Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà. La nostra lingua ufficiale è l’inglese, non lo spagnolo, il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se considerate far parte della nostra società, imparatene la lingua!

La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d’influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato.

È quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un’altra parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte della nostra cultura. Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre e di vivere in armonia pacificamente con noi. Questo è il nostro PAESE, la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo.

Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: il DIRITTO DI ANDARVENE.  Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui. Allora rispettate il paese che Vi ha accettati”

Inoltra e condividi ..

Al di là della veridicità di questa dichiarazione, piacerebbe fosse vera.

La strage annunciata per il Giubileo è necessaria affinché il sacrificio di vite umane instilli la determinazione all’azione? O la visione egocentrica cristiana ci impedirà l’azione anche di fronte all’evidenza?

Ricordo l’11 settembre. Stavo lavorando con una paziente e ricordo il computer con interruzione della connessione e un improvviso silenzio fuori dalla finestra.  E poi nella strana sospensione temporale e di suono, concluso il colloquio, la corsa verso una radiolina dove, insieme a una infermiera, assistavamo alla trasmissione accorata e drammatica delle notizie frammentate provenienti dagli USA, con la paura, i dubbi, la consapevolezza che nulla sarebbe mai stato come prima.

E un mondo di umani che si raccoglieva attorno a un popolo ferito nell’anima e nell’intima fiducia di un futuro certo. La sicurezza è un bisogno primario … il primo … infranto. 

E ricordo più di 20 anni fa quando studiavo all’università di Padova e vivevo in una casa dello studente  dove c’erano molti studenti stranieri e molti musulmani. Una mia amica aveva un fidanzato musulmano con cui avevo stretto amicizia. Era una sensazione strana. Andavo in mensa e ragazzi che talvolta non conoscevo, evidentemente musulmani, mi aprivano la porta, mi sentivo osservata, in senso protettivo, come se fossi diventata parte di una comunità. Ciò mi faceva sentire parte di qualcosa, diverso dal senso di falsa comunità che avevo provato da cristiana praticante…

Assolveva a un bisogno fondamentale ovvero quello di appartenenza…

Ma da ex catechista, critica sull’ipocrisia vera di comunità, un giorno, davanti ad una deliziosa tazza di the, osai chiedere al mio amico: “Se un giorno ti giungesse l’ordine di inizio della jihad, della guerra santa, che faresti? Cosa succederebbe?”

La mia illusione egocentrica e ingenua del mondo si aspettava una risposta umana, romantica, idealizzata, che confermasse il valore del nostro speciale rapporto tra razze e mondi diversi …

La risposta? “Dovrei ucciderti!”

Lo sguardo limpido, privo di quel senso di colpa che nutre il cristianesimo e che ci governa, senza nessun tentennamento, senza il dubbio di uno scherzo macabro, semplice, diretto, pulito. Allora ho capito che la scissione tra comportamento, emozioni, vite, pensieri, è possibile, semplice, senza che vi sia patologia. Per scelta. Perché un infedele non ha valore … non siamo tutti uguali. E finché penseremo che siamo tutti uguali agli occhi di Dio, ci dimentichiamo che è un Dio diverso, ci dimentichiamo che questa non è una questione di Dio, ma umana… anzi … non umana … che le regole cambiano al cambiare del gioco …

Quando cambieremo prospettiva e smetteremo l’onnipotenza e la presunzione che ci porta a credere che il mondo segua le nostre regole?

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